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Quando l’ausilio diventa un gioco

La scienza e la tecnologia camminano fianco a fianco per riuscire a risolvere problemi che un tempo sembravano impossibili da superare. In questi giorni a pochi passi da Roma si è assistito ad un nuovo passo verso il futuro che potrebbe dare un grande aiuto a tantissimi bambini e ragazzi.

Si chiama Lokomat ed ha appena raggiunto i colleghi Re-Walk, Anklebot e WAKE-UP al MARlab, laboratorio di robotica e analisi del movimento dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Santa Marinella. Al pari dei suoi consimili Lokomat – donato dalla Fondazione Roma e primo del suo genere a essere installato nel Lazio – servirà nella riabilitazione di piccoli pazienti con disabilità motorie dovute a patologie del sistema nervoso e dei muscoli scheletrici, congenite o acquisite (come paralisi cerebrale infantile, trauma cranico, lesioni spinali congenite e acquisite, tumori cerebrali e patologie neuromuscolari come la Distrofia di Duchenne).

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Lokomat, che promette di aiutare a camminare circa sei pazienti al giorno e cento bambini l’anno, è un robot adattabile alla lunghezza delle gambe del bambino durante al crescita e conta quattro componenti. Il primo è l’esoscheletro indossato dal bimbo, il secondo è il tapis roulant su cui si muove, il terzo è un sistema di alleggerimento pesi durante la deambulazione e il quarto è il sistema di realtà virtuale abbinato. In questo modo infatti, vedendo il proprio avatar, il bambino si immedesima in un percorso virtuale e con la logica del gioco è anche più motivato a seguire il percorso riabilitativo.

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Ed è quindi interessante vedere come un ausilio riabilitativo, grazie alle moderne tecnologie, diventa una sorta di mega videogame interattivo che aiuta un bimbo facendolo divertire al tempo stesso!

Pelovir

Articolo tratto da Wired.it

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